Tassazione dei Profitti
Escludendo il fatto che Forex permette anche ai trader con poca esperienza di accedere alle operazioni e che gli utenti attivi sul mercato sono ormai numerosissimi, l’appetibilità di Forex sta anche e soprattutto nella possibilità di ottenere enormi profitti anche con un piccolo investimento.
Questa sua peculiarità ha fatto sì che negli ultimi anni il mercato Forex sia stato “invaso” da investitori di ogni tipo, riuscendo a raggiungere flussi di denaro movimentato enormi.
Una grande qualità del mercato Forex, riconosciuta ed apprezzata da tutti gli investitori, è l’assenza di commissioni imposte dai broker sulle operazioni effettuate, oltre all’assenza di bolli statali e di altre tasse o imposte.
Secondo le ultime normative la tassazione sui guadagni avviene solo se la giacenza complessiva del conto corrente in valuta supera i 51.6645,69 Euro per una durata di almeno 7 giorni lavorativi (dpr 22/12/1986 917 art67 comma1 lett c-ter e comma 1-ter).
Solo in questo caso le plusvalenze derivanti dai profitti forex dovranno essere indicate nel modello UNICO calcolando la base imponibile sottraendo il costo della valuta dal corrispettivo della cessione di valuta.
Seguendo la normativa vigente la tassazione per l’Italia é sostanzialmente inesistente perché su Forex all’interno dello stesso giorno le posizioni vengono chiuse e riaperte. Questo fa si che venga meno il vincolo dei 7 giorni imposti dalla legge italiana per l’applicazione della tassazione suddetta.