Figure di inversione nei grafici Forex: una guida a quelle più note

Come risulterà ben noto a tutti i trader che da tempo si dedicano all’analisi tecnica, le figure di inversione nei grafici Forex sono molto importanti, poiché in grado di preannunciare l’avvio di un’inversione di tendenza.

In tal senso, è abbastanza semplice comprendere quanto sia importante cercare di cavalcare i giusti segnali: entrare nel mercato non appena ha il via un nuovo trend significa infatti massimizzare le possibilità che si possano ottenere profitti di rilievo.

Ma quali sono le figure di inversione più note nei grafici di analisi tecnica sul Forex? Vediamole insieme, rapidamente, una per una.

Testa e spalle

Cominciamo con la figura denominata “testa e spalle”, probabilmente la più nota. Questa figura sarà contraddistinta da una prima fase di rialzo e forti volumi, seguita da una correzione al ribasso con volumi più contenuti, e una seconda fase di rialzo con superamento dei precedenti massimi in termini di prezzo, con volumi inferiori, cui farà seguito una fase di correzione; si giunge infine a una terza fase al rialzo, con valori inferiori in termini di prezzi e di volumi e una ulteriore correzione.

Costruita così la figura si potrà tracciare una neckline unendo il punto da cui la spalla sinistra inizia a formare la “testa” con il punto in cui si inizia a formare la spalla destra. Se la correzione non si arresta nella linea così tracciata, rompendola con incremento dei volumi, è probabile che l’asset inizierà ad accelerare al ribasso.

Doppio e triplo massimo/minimo

Altra figura di inversione molto nota è la c.d. “doppio o triplo massimo” o “doppio o triplo minimo”. Si tratta di una figura ribassista o rialzista: in relazione alla prima (doppio o triplo massimo), possiamo identificarla in quella particolare condizione di mercato in cui il titolo oggetto di analisi raggiungerà un prezzo determinato per due o tre volte senza per ò riuscire mai a superarlo, per poi ridiscendere verso la base del movimento, andando a romperla al ribasso con volumi piuttosto forti.

È questa la situazione in cui si viene a formare la più classica delle resistenze statiche, con forte indebolimento della forza rialzista e conseguente ripiegamento verso il basso dei prezzi. Ebbene, nel tentare di rompere questa resistenza, il titolo subirà delle reazioni ribassiste che porteranno alla determinazione, nel caso della figura del doppio massimo, di una configurazione a M, nel caso di un triplo massimo a una sorta di “zig zag laterale”.

Attenzione però a non considerare i concetti di cui sopra come dei veri e propri diktat. La figura potrebbe infatti validamente formarsi anche nelle ipotesi in cui il titolo non si fermi proprio sul prezzo del primo massimo, bensì anche leggermente al di sopra o leggermente al di sotto.

Ulteriormente, si tenga conto che così come abbiamo visto per la figura di inversione denominata “testa e spalle”, devono essere tenuti presenti i volumi del secondo o del terzo massimo, in corrispondenza del quale dovrebbero essere inferiori rispetto al conseguimento del primo.

Anche in tale ipotesi, diviene molto importante ragionare in modo più consapevole sulla base delle c.d. “conferme” dei segnali: in caso contrario, rischiereste di assumere una valutazione errata, considerando come doppio o triplo massimo qualsiasi prezzo che si ferma in corrispondenza di un massimo precedente (cosa che, peraltro, si ripete molto spesso all’interno di un trend rialzista).

Abbiate cura pertanto di compiere dei test e di pazientare la presenza della conferma prima di investire sulla base di tale segnale.

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